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Museo-Pinacoteca della Santa Casa
Museo-Pinacoteca della Santa Casa
Piazza della Madonna
Loreto (AN)
Il museo, sistemato nel Palazzo Apostolico e costituito alla fine dell'Ottocento, si qualifica soprattutto per i dipinti di Lorenzo Lotto, quasi tutti donati dall'artista o eseguiti a Loreto negli ultimi anni della sua vita (1549-1556): dalla tela con I Santi Rocco, Cristoforo e Sebastiano alla Presentazione al tempio, incompiuta. Nella raccolta delle ceramiche da farmacia, da segnalare quelle cinquecentesche della bottega di Orazio Fontana, i vasi secenteschi della bottega degli urbinati Patanazzi e gli albarelli realizzati da Francesco Antonio Grue (1686-1746). Il Tesoro della Santa Casa comprende preziose opere di alta oreficeria, come il crocifisso in argento modellato dal Giambologna.

Chiuso lunedì 
Orario Aprile-ottobre: martedì-domenica 9.00-13.00, 16.00-19.00. Novembre-marzo: visitabile a richiesta solo per gruppi

Informazioni: 
( 071977759 FAX 071970102



Santa Casa
Piazza della Madonna, 1
Loreto (AN)
Il Santuario di Loreto conserva, secondo un'antica tradizione, oggi comprovata dalle ricerche storiche e archeologiche, la casa nazaretana della Madonna. La dimora terrena di Maria a Nazaret era costituita da due parti: da una Grotta scavata nella roccia, tuttora venerata nella basilica dell'Annunciazione a Nazaret, e da una camera in muratura antistante, composta da tre pareti di pietre poste a chiusura della grotta (Secondo la tradizione, nel 1291, quando i crociati furono espulsi definitivamente dalla Palestina, le pareti in muratura della casa della Madonna furono trasportate "per ministero angelico", prima in Illiria (a Tersatto, nell'odierna Croazia) e poi nel territorio di Loreto (10 dicembre 1294)., in base a nuove indicazioni documentali, ai risultati degli scavi archeologia a Nazaret e nel sottosuolo della Santa Casa della Madonna di Loreto(1962-65) e a studi filologici e iconografici, si va sempre più confermando l'ipotesi secondo cui le pietre della Santa Casa sono state trasportate a Loreto su nave, per iniziativa della nobile famiglia Angeli, che regnava sull'Epiro. Infatti, un documento del settembre 1294, scoperto di recente, attesta che Niceforo Angeli, despota dell'Epiro, nel dare la propria figlia Ithamar in sposa a Filippo di Taranto, quartogenito di Carlo Il d'Angiò, re di Napoli, trasmise a lui una serie di beni dotali, fra i quali compaiono con spiccata evidenza: "le sante pietre portate via dalla Casa della Nostra Signora la Vergine Madre di Dio".
La Santa Casa, nel suo nucleo originario è costituita solo da tre pareti perché la parte orientale, ove sorge l'altare, era aperta verso la Grotta Le tre pareti originarie - senza fondamenta pro-prie e poggianti su un'antica via - si innalzano da terra per tre metri appena. Il materiale sovrastante, costituito da mattoni locali, è stato aggiunto in seguito, compresa la volta (1536), per rendere l'ambiente più adatto al culto. Il rivestimento marmoreo, che avvolge le pareti della Santa Casa, fu voluto da Giulio Il e fu realizzato su disegno del Bramante (1507 e). da rinomati artisti del Rinascimento italiano. La statua della Vergine col Bambino, in legno di cedro del Libano, sostituisce quella del sec. XIV, distrutta da un incendio nel 1921. Grandi artisti si sono succeduti lungo i secoli per abbellire il Santuario la cui fama si è diffusa rapidamente in tutto il mondo divenendo meta privilegiata di milioni di pellegrini. Uinsigne reliquia della Santa Casa di Maria è per il pellegrino occasione e invito per meditare gli alti messaggi teologici e spirituali legati al mistero dell'Incarnazione e all'annuncio della Salvezza.





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