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Battaglia delle Arance
Ivrea (TO)
Carnevale
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Il giorno della battaglia è il più importante del carnevale di Ivrea che si apre ufficialmente il 6 gennaio, con una banda di pifferai vestiti di rosso che suonano musiche antichissime, tramandate di padre in figlio, su strumenti intagliati a mano.
La tradizione fa discendere il "getto" delle arance da quello dei fagioli che era tradizione medievale. Nel giorno dell´Assunta il feudatario concedeva al popolo l'uso gratis del forno, regalando anche alle famiglie una pentola piena di fagioli. Un regalo che non bastava per far dimenticare il suo brutto governo per il resto dell'anno. Così una volta i popolani gettarono i fagioli per le vie in segno di protesta: Il gesto divenne un' usanza carnevalesca, dapprima coi fagioli, poi con le arance.
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Festa dei Nocciolini
Chivasso (TO)
Ultima domenica di giugno
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Festa che si svolge per le vie del centro in onore dei nocciolini, piccolissimi amaretti in vendita in numerosi negozi di Chivasso.
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Gli "Spadonari"
Giaglione (TO)
22 Gennaio
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La festa qui si svolge in onore del patrono san Vincenzo di Saragozza. Al termine della funzione religiosa l'intero paese si raccoglie sul sagrato per assistere a una curiosa "danza delle spade". Il gruppo degli "spadonari" è formato da quattro robusti giovani che, accompagnati dalla banda musicale, eseguono un certo numero di figure e movimenti coreografici maneggiando abilmente delle spade. Essi indossano camicia e guanti bianchi, pantaloni blu, un vivace corpetto con frange, decorazioni e ricami, un grembiulino e un variopinto copricapo ovale ornato di fiori, frutti e nastri colorati. Usano spadoni lunghi circa 130 centimetri che tengono con entrambe le mani. La danza si svolge nel cortile della chiesa, i giovani formano un gruppo che poi si scioglie, intrecciano e urtano le spade l'una contro l'altra, poi le lanciano in aria e le riafferrano al volo con destrezza. L'arrivo in piazza per l'esibizione, e poi la partenza dalla stessa, avvengono a passo ritmico e le spade sono mosse con grazia solenne. Dietro la banda procede una ragazza che sostiene il bran, una intelaiatura di legno alta un paio di metri sovraccarica di addobbi e decorazioni, fiocchi e nastri colorati con al centro un grosso pane che poi viene spezzato e distribuito tra i presenti. Dietro di lei vi sono le priore, un gruppo di sei donne che presiedono le manifestazioni pubbliche e indossano i costumi tradizionali savoiardi. Vari sono stati i tentativi d'interpretazione di questa danza (che in forme simili si ripete anche a Venaus e a San Giorio di Susa, ma che tuttavia è diffusa anche in altre aree), si è sostenuto che sia stata originata da una vendetta nei confronti di un feudatario tirannico e libidinoso, o anche che possa essere collegata a riti di fertilità. Secondo altri l'origine va ricercata nella tradizione bellica dei celti. La danza è spesso ripetuta in altri periodi dell'anno: la domenica successiva dal 22 gennaio, il giorno del Corpus Domini, il 7 ottobre e il 22 novembre.
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Alcuni figuranti del gruppo storico medievale
Gli sbandieratori all'opera
Nelle corti ed agli angoli di strada: antichi mestieri e vecchie abitudini casalinghe
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Festa delle Idi di Maggio
Oglianico (TO)
Dal 1° Maggio alla seconda domenica di Maggio
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La Rievocazione Storica, detta Festa delle Idi di maggio, è il frutto di approfondite ricerche sugli usi e costumi medievali.
Un viaggio sulle ali del tempo, un curiosare discreto nella vita di tutti i giorni, in un giorno qualunque del 1300, per riproporre all'attenzione dei visitatori abitudini, arti, giochi e mestieri di un tempo.
Il turista che giunge ad Oglianico nel periodo delle Idi di maggio, nel vedere gli artigiani al lavoro, impara con gli occhi la magia della creazione...
Questa è la rievocazione Storica di Oglianico, o meglio quello che si racconta di essa. Tutto il resto occorre viverlo. Sprazzi di aggregazione e di festa che ricreano la tradizione, con uno spirito semplice e genuino.
La ricca serie di manifestazioni inizia col Calendimaggio, il 1° Maggio, con la presentazione dei personaggi storici che si rifanno agli Statuti della Comunità datati 1352, e termina, in un crescendo di iniziative, con le Idi di Maggio, la seconda domenica di Maggio, con la magnifica Sagra Medievale: scene di vita, attività contadine, artigianali e commerciali del sec. XIV.
Leggi il Programma 2006
* info@prolocooglianico.it : www.prolocooglianico.it
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La Mugnaia
Rogo degli Scarli
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Carnevale Storico
Ivrea (TO)
Carnevale
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Il Carnevale di Ivrea è fra i più coinvolgenti, reso unico dalla Battaglia delle Arance, agguerrita sfida tra lanciatori a piedi e sui carri, tutti in costume, che si svolge nelle piazze e nelle strade cittadine. Il riferimento storico-leggendario si fa risalire a una insurrezione del 1194 contro il marchese Ranieri di Biandrate, tiranno libertino e fautore di Federico Barbarossa. Questi avrebbe fatto rapire, il giorno stesso in cui stava per andare sposa, Violetta, la bella figlia di un mugnaio. L'ira popolare scaturita da questo odioso episodio portò l'intero paese non solo a mobilitarsi per liberare la giovane, ma anche a ribellarsi contro gli innumerevoli soprusi fino ad allora patiti a opera del marchese. Durante i giorni del carnevale tutti, turisti e abitanti, sono "costretti" a portare il berrettino frigio di colore rosso, pena l'essere presi di mira dai lanciatori di arance. Il via ai festeggiamenti è dato la mattina del 6 gennaio da pifferi e tamburi che salutano l'elezione del nuovo Generale. Poi, la sera di sabato grasso, è la volta della sua compagna, la bella Mugnaia, eroina d'ispirazione risorgimentale. Essi sono i signori del carnevale eporediese, eletti ogni anno fra i cittadini più in vista. Per la coppia e per il loro variopinto seguito composto da Abbà (i fanciulli rappresentanti i cinque rioni cittadini), vivandiere, ufficiali dello Stato Maggiore, podestà e consoli, gli appuntamenti in calendario sono numerosi: brindisi e intermezzi gastronomici, sfilate in costume e veglie danzanti. Infine, la domenica di carnevale, si tiene una fagiolata di beneficenza e il primo scontro a colpi di agrumi. La vivace contesa prosegue lunedì e si conclude martedì grasso con la premiazione delle migliori squadre. Si affrontano gli equipaggi dei carri e squadre di lanciatori a piedi che si scagliano gli uni contro gli altri tonnellate di arance. In serata il rogo degli scarli (lunghe pertiche di legno ricoperte di erica) funge da atto finale della manifestazione, chiusa da meste marce di pifferi e tamburini. Una breve coda si ha il mercoledì delle ceneri nel rione Borghetto, con distribuzione quaresimale di polenta e merluzzo, mentre le arance spiaccicate per terra attendono di essere raccolte dai pazienti netturbini.
* info@carnevalediivrea.it : www.carnevalediivrea.it
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