|
|
|
|
Festa di San Giorgio
Caresana (VC)
23 aprile
|
I protagonisti della festa sono i buoi, i quali sono impegnati a correre un Palio la cui istituzione risalirebbe al 1640 (ma vi è anche chi giunge a retrodatare questo avvenimento fino al 1236), quando gli abitanti fecero un voto durante un'epidemia di peste. Nella mattinata si svolge una processione in cui San Giorgio è fiancheggiato da paggetti in costume. Il corteo, in cui hanno parte carri trainati da buoi parati a festa, va dalla parrocchiale alla chiesetta dedicata al santo guerriero, dove si celebra una messa al termine della quale si distribuisce il pane benedetto a tutte le famiglie del paese. Al momento del Sanctus suona la campana della chiesetta e in quell'istante i carri compiono tre giri attorno al tempio. A mezzogiorno ha luogo la gara vera e propria, quattro coppie di buoi inghirlandati di lillà e adorni di nastri rossi e bianchi si lanciano su un breve percorso trainando ciascuna un carro fra l'acceso tifo dei paesani. Al termine i carri si dirigono verso il Municipio, dove a ogni conducente si offre una focaccia benedetta, mentre al vincitore spetta l'onore di portare una bandierina con l'immagine del santo sul timone del suo carro.
|
|
|
|
|
|
|
Le maschere del Carnevale di Borgosesia: Gin Fiammàa e Peru Magunella
|
Mèrcu scüròt
Borgosesia (VC)
Giorno dopo Carnevale
|
Da oltre un secolo a Borgosesia si prolungano di un giorno i festeggiamenti per il carnevale, celebrando il mèrcu scüròt (mercoledì oscuro, ovvero, secondo alcuni, annebbiato per il troppo bere). Si narra che il mercoledì delle Ceneri del 1854 un alsaziano, capo tintore di una filatura, ancora sotto l'effetto delle bevute carnevalesche e incapace di rendersi conto che la festa era finita, si sia messo a ballare e cantare per le strade indossando un frac. In un battibaleno la gente del posto lo seguì e fu organizzato un corteo funebre in onore del defunto carnevale con frequenti soste nelle osterie della zona. Da allora ogni anno la festa si è ripetuta, nonostante vari tentativi di bloccarla da parte delle autorità ecclesiastiche. Al suo centro vi sono due curiose maschere chiamate Perù Mugunèla e la sua compagna Gin Fiammàa. Lui indossa pantaloni verdi, giacca rossa e una camicia bianca e rappresenterebbe lo spirito di rivolta verso gli invasori napoleonici ed è colui che legge il buffonesco testamento del carnevale dove avvenimenti e personaggi sono presi in giro in chiave satirica nel colorito dialetto locale, Giunge poi il momento della distribuzione del cassul, una sorta di mestolo di legno, a tutti coloro che per l'occasione indossano il frac, un mantello a ruota, il cilindro e vistosi papillon di organza bianca. Costoro hanno diritto di bere in tutte le osterie (piole) e di mangiare gratuitamente la trippa con i cavoli che viene cotta in grandi paioli di rame. Nella serata una schiera di ragazzi dà fuoco a un fantoccio posto su un carretto che simboleggia l'inverno.
* info@carnevalediborgosesia.it : www.carnevalediborgosesia.it
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|