|
|
|
MUSEI & MONUMENTI
|
SIENA
|
SI
|
|
|
Museo della Contrada Imperiale della Giraffa
|
|
Museo della Contrada Imperiale della Giraffa
Via delle Vergini Siena (SI)
|
Straordianaria testimonianza della vita e dello spirito contradaiolo, questo museo, come gli altri 16, espone soprattutto documentazione relativa alla storia del Palio (per lo più drappelloni e cimeli), ma non mancano interessanti opere d'arte, reperti archeologici, oreficerie, oggetti liturgici, paramenti sacri.
Orario Visitabili a richiesta
|
Informazioni: ( 0577287091
|
|
|
|
|
|
|
|
Museo della Contrada del Drago
|
|
Museo della Contrada del Drago
Piazza Matteotti Siena (SI)
|
Straordianaria testimonianza della vita e dello spirito contradaiolo, questo museo, come gli altri 16, espone soprattutto documentazione relativa alla storia del Palio (per lo più drappelloni e cimeli), ma non mancano interessanti opere d'arte, reperti archeologici, oreficerie, oggetti liturgici, paramenti sacri.
Orario Visitabili a richiesta
|
Informazioni: ( 057740575
|
|
|
|
|
|
|
|
Museo della Contrada Priora della Civetta
|
|
Museo della Contrada Priora della Civetta
Castellare degli Ugurgieri Siena (SI)
|
Straordianaria testimonianza della vita e dello spirito contradaiolo, questo museo, come gli altri 16, espone soprattutto documentazione relativa alla storia del Palio (per lo più drappelloni e cimeli), ma non mancano interessanti opere d'arte, reperti archeologici, oreficerie, oggetti liturgici, paramenti sacri.
Orario Visitabili a richiesta
|
Informazioni: ( 057744800
|
|
|
|
|
|
|
|
Museo della Contrada della Chiocciola
|
|
Museo della Contrada della Chiocciola
Via San Marco Siena (SI)
|
Straordianaria testimonianza della vita e dello spirito contradaiolo, questo museo, come gli altri 16, espone soprattutto documentazione relativa alla storia del Palio (per lo più drappelloni e cimeli), ma non mancano interessanti opere d'arte, reperti archeologici, oreficerie, oggetti liturgici, paramenti sacri.
Orario Visitabili a richiesta
|
Informazioni: ( 057745455
|
|
|
|
|
|
|
|
Museo della Nobile Contrada del Bruco
|
|
Museo della Nobile Contrada del Bruco
Via del Comune Siena (SI)
|
Straordianaria testimonianza della vita e dello spirito contradaiolo, questo museo, come gli altri 16, espone soprattutto documentazione relativa alla storia del Palio (per lo più drappelloni e cimeli), ma non mancano interessanti opere d'arte, reperti archeologici, oreficerie, oggetti liturgici, paramenti sacri.
Orario Visitabili a richiesta
|
Informazioni: ( 0577286021
|
|
|
|
|
|
|
|
Museo della Nobile Contrada dell'Aquila
|
|
Museo della Nobile Contrada dell'Aquila
Casato di Sotto Siena (SI)
|
Straordianaria testimonianza della vita e dello spirito contradaiolo, questo museo, come gli altri 16, espone soprattutto documentazione relativa alla storia del Palio (per lo più drappelloni e cimeli), ma non mancano interessanti opere d'arte, reperti archeologici, oreficerie, oggetti liturgici, paramenti sacri.
Orario Visitabili a richiesta
|
Informazioni: ( 0577288086
|
|
|
|
|
|
|
|
Musei dell'Accademia dei Fisiocritici
|
|
Musei dell'Accademia dei Fisiocritici
Piazza Sant'Agostino 5 Siena (SI)
|
L'ex monastero dei Camaldonesi ospita eterogenee raccolte naturalistiche, il cui primo nucleo data al 1691, con sezioni di mineralogia, paleontologia e zoologia. Quest'ultima è allestita nella Sala delle adunate dell'Accademia, con meridiana del 1703 nel pavimento.
Chiuso sabato, domenica Orario Lunedì-mercoledì, venerdì 9.00-13.00, 15.00-18.00; giovedì 9.00-13.00
|
Biglietto: Ingresso gratuito Informazioni: ( 057747002
|
|
|
|
|
|
|
|
Orto Botanico dell'Università di Siena
|
|
Orto Botanico dell'Università di Siena
Via Mattioli 4 Siena (SI)
|
L'antico Giardino dei Semplici dell'Accademia dei Fisiocritici, fondata nel 1691 da Pirro Maria Gabrielli, è oggi un museo botanico all'interno del quale sono ospitate, divise in tre grandi settori, le specie più rare di piante e di fiori provenienti da tutto il mondo.
Chiuso domenica Orario Lunedì-venerdì 9.00-17.30; sabato 9.00-12.00
|
Biglietto: Ingresso gratuito Informazioni: ( 0577298871 FAX 0577298860
|
|
|
|
|
|
|
|
Museo Anatomico
Via Aldo Moro 8 Siena (SI)
|
Nel museo, attualmente in fase di ricatalogazione e di ristrutturazione presso il dipartimento di Scienze Biomediche dell'univerità di Siena, sono conservati preparati anatomici dell'Ottocento e le tavole anatomiche del professor Grifoni, allievo di Paolo Mascagni. Di particolare interesse la collezione craniologica.
Orario Visitabile a richiesta
|
Biglietto: Ingresso gratuito Informazioni: ( 0577227125 FAX 0577227076
|
|
|
|
|
|
|
|
Archivio di Stato - Museo delle Tavolette di Biccherna
|
|
Archivio di Stato - Museo delle Tavolette di Biccherna
Via Banchi di Sotto 52 Siena (SI)
|
Nel rinascimentale palazzo Piccolomini è stata allestita una raccolta di documenti storici con oltre 60.000 pergamene, deliberazioni e statuti della Repubblica Senese. In una sala dell'Archivio di Stato è stata sistemata la collezione delle biccherne (Biccherna era il nome dell'Amministrazione finanziaria), tavolette dipinte dai maggiori pittori senesi (Ambrogio e Pietro Lorenzetti, Giovanni di Paolo, il Vecchietta, Sano di Pietro, Domenico Beccafumi ecc.) e usate dal 1258 al 1682 per copertura di libri delle amministrazioni della Biccherna e della Gabella. Ogni tavoletta è datata e riporta gli stemmi dei componenti della magistratura, che si rinnovava ogni sei mesi, e una scena sacra o l'avvenimento più importante del periodo riguardante la città. A queste si aggiungono altre tavolette provenienti dallo Spedale di Santa Maria della Scala e da altri enti e magistrature senesi.
Chiuso domenica Orario Lunedì-sabato 9.00-13.00
|
Biglietto: Ingresso gratuito Informazioni: ( 0577247145 FAX 057744675
|
|
|
|
|
|
|
|
La Ruota della Fortuna nel mosaico pavimentale del Duomo di Siena
Siena (SI)
|
Il pavimento del Duomo è interamente ricoperto da una fantastica distesa di 56 quadri marmorei che vennero realizzati da più di quaranta artisti. La "Ruota della Fortuna" è uno tra i molti Arcani Maggiori raffigurati nei mosaici ed è opera di Domenico di Nicolò, intagliatore attivo tra il Trecento e il Quattrocento, ovvero in un periodo durante il quale molti capi della chiesa, e anche alcuni papi, si interessavano all'astrologia e all'alchimia. Questo spiega la presenza della simbologia dei tarocchi nel Duomo.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
PRODOTTI TIPICI
|
SIENA
|
SI
|
|
|
|
Panforte
Zona Tipica: Siena (SI)
|
Dolce senese consumato specialmente nel periodo natalizio, confezionato con un impasto sodo di farina, zucchero o miele, spezie, canditi, mandorle e nocciole, di forma circolare e appiattita .
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Ricciarelli
Zona Tipica: Siena (SI)
|
Dolci di pasta di mandorle tipici di Siena, a forma di piccolo rombo o losanga, cotti in forno e ricoperti di zucchero a velo o di cioccolato
|
|
|
|
|
|
|
|
SAGRE & TRADIZIONI
|
SIENA
|
SI
|
|
|
|
Palio di Siena
Siena (SI)
2 luglio e 16 agosto
|
Si narra che durante l'assedio di Siena un soldato fiorentino ruppe con il suo archibugio la statua della Madonna nel rione di Provenzano. Fu così che i Senesi decisero di dedicare alla Madonna una chiesa e di correre il palio il 2 luglio dedicandolo alla vergine Maria di Provenzano. Quello del 16 agosto, dedicato all'assunta, si disputava già dal XIV secolo. Il palio segue un secolare rituale segnato dalla scelta dei cavalli, dalle prove, dalle cene propiziatorie, dalla benedizione dei cavalli. Il corteo storico precede la corsa del Palio come solenne coreografia civica, storica e trionfale. Nella sua forma odierna è una raffigurazione commemorativa delle istituzioni, dei costumi e della grandezza dell'antica Repubblica Senese, con speciale riguardo per le Contrade, che ne formano la parte principale con i loro gruppi di monturati detti Comparse. Il più celebre Palio del mondo ha origini lontane e leggendarie, rifacendosi ai giochi equestri degli etruschi, poi perpetuati nei cortei cavallereschi che per tutto il medioevo si svolgevano in ogni comunità di una qualche importanza. Esso mantiene tuttora quasi intatta la passionalità delle zuffe medievali e si svolge due volte l'anno: il 2 luglio (dedicato alla Madonna di Provenzano) e il 16 agosto (Palio dell'Assunta) e ha per teatro la splendida scenografia offerta da piazza del Campo. Vi prendono parte dieci delle diciassette contrade cittadine scelte con il seguente meccanismo: hanno diritto a gareggiare le sette escluse la volta precedente, più altre tre estratte a sorteggio. Tre giorni innanzi la gara si svolge la "tratta", la presentazione dei cavalli, seguono prove per saggiare il percorso. La sera della vigilia le contrade che hanno acquisito il diritto a correre organizzano benauguranti e rumorose cene all'aperto. Al fastoso corteo storico che precede la gara prendono parte quattordici gruppi, per un totale di circa seicento figuranti, che sfilano fra i rulli dei tamburi, gli squilli delle chiarine e il volteggiare armonioso degli stendardi. I fantini, induriti mercenari che corrono "a pelo", sono ingaggiati a suon di milioni dalle contrade, che svolgono altresì tutta una serie di rituali propiziatori e contrattazioni segrete protese, se possibile, a guadagnare l'ambitissimo Palio, in alternativa a impedire la vittoria delle contrade "nemiche". Complesso è anche il cerimoniale della partenza, guidato da un mossiere, ma in realtà determinato dalla decima contrada dello schieramento, che ha la possibilità di entrare "di rincorsa", e nei confronti della quale il mossiere ha solo diritto di veto. Una volta dato il via, sempre precario e in cui la tensione sale alle stelle, i fantini si lanciano al galoppo per compiere tre giri della piazza. La gara dura solamente un'ottantina di secondi, durante i quali succede di tutto: le nerbate volano da un cavallo all'altro e perfino da un fantino all'altro. Ognuno può ostacolare gli avversari ponendosi loro davanti o spingendoli verso le transenne. Se qualche fantino cade rovinosamente, il cavallo può proseguire e vincere "scosso". Il vincitore è accolto da una folla di contradaioli festanti, il Palio (cencio, per i senesi) è portato in chiesa dove si officia un tumultuoso Te Deum di ringraziamento e tutto culmina a settembre con un grande corteo in cui sfilano cavallo e fantino vittoriosi, notabili e popolani che portano cartelli di scherno per gli sconfitti, rudimentali carri allegorici e gruppi di persone ebbre e festanti. La contrada vincente organizza una cena della vittoria alla quale prendono parte centinaia o perfino migliaia di commensali, e i festeggiamenti, assieme ai preparativi per le future corse, durano ancora a lungo perché, come si usa dire, "il Palio si corre tutto l'anno".
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|