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La suggestione del Corteo Storico
Il volteggiare delle Bandiere
L'intensità della Corsa
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Palio di Asti
Asti (AT)
Terza domenica di settembre
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Il Palio di Asti è una tradizione antichissima che da nove secoli si ripropone in tutta la sua grandiosità, una Festa autentica che ha saputo conservare inalterati nel tempo i suoi tratti distintivi, quelle peculiarità che lo caratterizzano e contribuiscono a renderlo uno spettacolo veramente unico…
Il fascino della storia, del medioevo che rivive per le vie della città, tra chiese, torri, palazzi, intatti testimoni dell'epoca in cui Asti splendeva, per la sua ricchezza e vitalità, tra le Città più importanti d'Italia e d'Europa.
La suggestione del Corteo Storico, degli oltre milleduecento personaggi che nei loro preziosi abiti, autentici gioielli di artigianato sartoriale, ripropongono gli episodi più significativi della storia cittadina nel periodo compreso tra il XII e il XV secolo in un quadro rievocativo che, per la fedeltà della ricerca, la cura della realizzazione e la ricchezza dei protagonisti, non ha probabilmente eguali in Italia e nel mondo.
Il solenne incedere del Carroccio, imponente simbolo delle antiche libertà comunali, recante il drappo destinato al vincitore (il Palio vero e proprio, da cui prende origine il nome della Festa), pregiata opera d'arte realizzata ogni anno da un Maestro della pittura contemporanea di fama internazionale.
L'incanto dei suoni e dei colori, delle chiarine squillanti che chiamano a raccolta, oggi come nel medioevo, del rullo di tamburi che cadenza il ritmo della giornata e accompagna il volteggiare delle bandiere, antiche insegne dei partecipanti e al tempo stesso suggestivi frammenti di un magico caleidoscopio che si disegna nel cielo di Asti.
E poi la passione forte, viscerale, dei borghigiani che animano tutto l'anno il tessuto sociale dei Rioni, Borghi e Comuni partecipanti: ventuno distinte comunità territoriali, ognuna caratterizzata dalla propria peculiare storia. Ventuno “popoli”, divisi dalla rivalità ma accomunati dallo stesso spirito, protagonisti della Festa della città. Il loro coinvolgente entusiasmo accende i giorni della vigilia in cui tutta Asti vive un'atmosfera particolare, tra canti, balli e allegri banchetti, coinvolgenti rituali per propiziare la sorte, per affermare il proprio orgoglio di appartenenza, per alimentare, tutti insieme, i propositi di vittoria.
E infine, naturalmente, l'intensità della corsa, delle tre batterie e della finale, quell'irresistibile calamita che fa battere all'unisono migliaia di cuori di pari passo col galoppo incessante dei purosangue lanciati nei tre giri di Piazza. Cento secondi vissuti col fiato sospeso: il tempo brevissimo, e infinito, in cui prendono forma, o svaniscono, i sogni e le speranze di un anno intero. L'arrivo a nerbo alzato è il gesto del trionfo, l'alpha e l'omega di tutte le passioni: in un'indescrivibile altalena di emozioni l'incontenibile gioia dei vincitori si mescola alle lacrime degli sconfitti e mentre un borgo intero esplode di felicità, per gli altri è già tempo di preparare una nuova sfida.
Perché il Palio di Asti è tutto questo: una tradizione, una festa, una sfida che si rinnova giorno dopo giorno, secolo dopo secolo… un'emozione sospesa nel tempo da vivere ogni anno ad Asti, la terza domenica di settembre!
: www.palio.asti.it
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Festa del Pitù
Tonco (AT)
Carnevale
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E' quasi una giostra medievale, ma anche una rappresentazione della più tipica simbologia carnevalesca, con la celebrazione dell'antico rito del testamento degli animali. Il pitù è, infatti, un grosso tacchino portato in piazza su un carretto adorno di frasche e trainato da buoi. Qui viene appeso a un palo da un gruppo di giovani, dopodichè si improvvisa un burlesco processo durante il quale si accusa il pennuto di ogni malefatta. La conclusione inevitabile è una scontata condanna a morte. A questo punto un giovane, che interpreta il notaio, legge il testamento dell'animale infarcito di pungenti riferimenti satirici nei confronti dei concittadini più in vista. Poi comincia la giostra, otto cavalieri in costume si lanciano al galoppo e tentano, con una spada di legno, di staccare la testa al tacchino con un colpo. Un tempo il povero animale era appeso vivo per le zampe e doveva essere ammazzato dai giovani in procinto di partire per la leva, ma oggi è portato in piazza già morto. Si racconta in un paese che in epoca assai remota un dispotico signorotto abbia concesso ai sudditi la più ampia libertà durante la domenica di carnevale. Questi pensarono bene di inscenare questa bizzarra cerimonia durante la quale si decapitava il tacchino, che simboleggiava proprio lo stesso tiranno. Con la morte del tacchino e la distruzione delle sue spoglie secondo le disposizioni testamentarie, si dà il via al brando, una sfrenata danza collettiva sul tipo della monferrina. Si balla, si beve dell'ottimo barbera e si mangiano dolci chiamati "bugie".
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Sagra del polentonissimo
Monastero Bormida (AT)
Prima domenica di marzo
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Sul piazzale del Castello medievale di Monastero si prepara una gigantesca polenta del peso di dieci quintali, condita con un'enorme quantità di salsicce e salami, oltre a una frittata di cipolle di 40 chili. Il tutto è innaffiato dal buon vino di produzione locale. Già dalle prime luci dell'alba si provvede ad accendere un grosso fuoco e in un enorme paiolo si mette a cuocere la polenta, rimestolandola con pazienza e abilità per molte ore. Alle tre del pomeriggio tre squilli di tromba danno il via allo scodellamento della fumante vivanda dorata. La manifestazione ricorda la munificenza del marchese Della Rovere che, in un anno di terribile carestia nel XV secolo, sfamò un gruppo di calderai bloccati dalla neve distribuendo loro granoturco, uova e cipolle. La degustazione di polenta e frittata è gratuita ed è preceduta da una carri allegorici e dall'esibizione di gruppi folkloristici.
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La squadra dei cuochi
La grande abbuffata
La Trippa di Muncalè
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Sagra della Trippa
Passerano Marmorito (AT)
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3ª SAGRA DELLA TRIPPA
Domenica 22 0ttobre 2006 la locale Pro Loco presenta:
La «TRIPPA 'D MUNCALÈ» tutta da scoprire e gustare con Minestra di Trippa, Spezzatino di Trippa e Salame di Trippa!
E poi fusilli alla boscaiola, moltissimi antipasti tipici piemontesi (lingua in salsa, robiola al miele e tartufo, salumi misti,crostone al lardo...), patatine, panini, torte fatte in casa , cioccolata calda e uno stupendo panorama sulle colline artigiane, comodamente seduti sotto l’antica Ala (mercato). Servizio bar.
Per le vie del paese e nel centro storico, dalle ore 10.00, antichi mestieri, «Mercatino di artigianato, prodotti locali e non solo»; esposizione macchine agricole, trattori d’epoca, macchine e moto d’epoca, i nostri animali da cortile (conigli, asini, capre…) per farli conoscere ai più piccini; in mattinata e nel pomeriggio il gruppo storico Signori di Rivalba di Castelnuovo Don Bosco, il gruppo storico 1º Lancia di Castagnole delle Lanze e gli sbandieratori del rione San Silvestro di Asti si esibiranno per il paese. Area attrezzata per giochi bambini aperta tutto il giorno.
* laura.topolino@inwind.it
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