Inaugurata nel 1809 per gli alievi dell'Accademia, la pinacoteca ha sede nel palazzo che era in origine un convento trecentesco dell'ordine degli Umiliati, ricostruito nelle forme attuali nel corso del Seicento a opera di Francesco Maria Ricchino. Le collezioni, aperte al pubblico nel 1882, si arricchiscono con opere provenienti da chiese e conventi soppressi e poi con donazioni e acquisizioni. Tra le numerose opere, sono da segnalare la ricostruita cappella dell'oratorio Porro di Mocchirolo con affreschi trecenteschi, la Pala Montefeltro di Piero della Francesca, il Cristo morto di Andrea Mantegna, lo Sposalizio della Vergine di Raffaello. Inoltre, della scuola veneta del XV-XVI secolo la Pietà di Giovanni Bellini, i ritratti di Tiziano e di Lorenzo Lotto, il Miracolo di San Marco del Tintoretto; tra i lombardi, il Polittico delle Grazie di Vincenzo Foppa, la Crocifissione del Bramantino e l'incoronazione della Vergine del Bergognone. La sezione dedicata al Seicento comprende opere dei Carnacci, Guido Reni e di Caravaggio (Cena in Emmaus), dipinti di scuola lombarda, fiamminga e olandese. Non mancano opere importanti del Settecento veneto (Tiepolo e i vedutisti), dell'Ottocento italiano (Andrea Appiani, Francesco Hayez, Silvestro Lega, Giovanni Fattori) e testimonianze dell'arte moderna, dai macchiaioli ai divisionisti. Una galleria ospita la donazione Jesi (1974), con quadri del Novecento (Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Giorgio Morandi).
Chiuso lunedì, Capodanno, 1° Maggio, Natale Orario di Apertura: Da Martedì a Domenica dalle ore 8.30 alle ore 19.15
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